Nothing to declare

Alessandra Baldoni, Giovanni De Gara, Valeria Vaccaro

31.1.19 / 3.2.19 – SetUp Contemporary Art Fair Bologna

Nothing to declare è il progetto ideato da Ottavia Pertici e Zeit Gallery per SetUp Contemporary Art Fair 2019, che ricostruisce, in uno dei vuoti dello spazio espositivo di Palazzo Pallavicini a Bologna, immagini diverse di una delle più primordiali vocazioni dell’uomo: il viaggio.
Le opere dei tre artisti in mostra, seppur con sensibilità diverse e mediante riflessioni “deviate” dalle interpretazioni personali di ciascuno, giocano e manipolano ingredienti ineluttabili di ogni peregrinazione degna di nota, aggiungendo sfumature al profilo schizofrenico dell’Odisseo contemporaneo, ormai distante anche dal suo ritratto più recente, fatto da Joyce.
A cura di Ottavia Pertici.

Nothing to declare is the project conceived by Ottavia Pertici and Zeit Gallery for SetUp Contemporary Art Fair 2019, which reconstructs, in one of the empty spaces of the Palazzo Pallavicini exhibition space in Bologna, different images of one of the most primordial vocations of man: the journey .
The works of the three artists on show, with different sensibilities and reflections “diverted” from the personal interpretations, play and manipulate ineluctable ingredients of every noteworthy pilgrimage, adding nuances to the schizophrenic profile of the contemporary Odysseus, now also distant from the his most recent portrait, made by Joyce.

Curated by Ottavia Pertici.

Rehab

Luca Freschi, Rosita D’Agrosa

1.11.18 / 4.11.18 – The Others Art Fair Torino (Main selection)

Come il trauma o la malattia (condizione di alterazione dello stato fisiologico di un organismo che riduce o modifica negativamente funzionalità normali di vita) ogni periodo storico espone l’uomo all’azione di limiti e costrizioni, che derivano dal contesto etico, ideologico, culturale, politico e sociale di quel tempo. Zavorre che pesano sulle abilità dell’essere umano e che ne attenuano capacità di partecipazione nei processi di evoluzione spontanea.
Rehab (riabilitazione) rappresenta il percorso di recupero di una condizione esistenziale attiva, organica, simbiotica con il mondo. Un varco drammatico attraverso il quale passa talvolta la guarigione dell’anima, che segue quella del corpo e della mente. All’interno di questa parabola il visitatore si trasforma nel paziente che cerca emancipazione dai vincoli del proprio tempo, anche attraverso l’esperienza dell’arte.
Nel progetto in questione sono le opere di Luca Freschi e di Rosita D’Agrosa a costruire il programma terapeutico di rinascita: punteggiature che accompagnano il visitatore verso l’esercizio di una riflessione alternativa, non chiusa, sulle ragioni esistenziali del genere umano (Freschi) e della donna (D’Agrosa).
Rehab “[…] estingue le pene accessorie e ogni altro effetto della condanna” (Codice Penale Italiano, art. 178), che, funzione del tempo, incombe silente e inesorabile su ognuno di noi, sospesa al verricello della storia come nel celebre ritratto di Tristan Tzara del 1921, opera di Man Ray.
A cura di Jurji Filieri e Valeria Pardini.

Like trauma or illness (condition of alteration of the physiological state of an organism that reduces or negatively modifies normal functions of life) every historical period exposes man to the action of limits and constraints, which derive from the ethical, ideological, cultural, political and social time context. Factors weighing on the abilities of the human being and that mitigate their capacity for participation in the processes of spontaneous evolution.
Rehab (rehabilitation) represents the recovery path of an active, organic, symbiotic existential condition with the world. A dramatic passage through which the healing of the soul sometimes passes, following that one of the body and the mind. Within this parable the visitor becomes the patient who seeks emancipation from the constraints of his time, also through the experience of art.
In the project in question the works of Luca Freschi and Rosita D’Agrosa build the therapeutic program of rebirth: punctuations that accompany the visitor towards the exercise of an alternative, not closed, reflection on the existential reasons of mankind (Freschi) and of the woman (D’Agrosa).
Rehab “[…] extinguishes the accessory punishments and any other effect of the sentence” (Italian Criminal Code, Article 178), which, over time, hangs silently and inexorably on each of us, suspended at the winch of history as in famous portrait of Tristan Tzara from 1921, by Man Ray.
Curated by Jurji Filieri and Valeria Pardini.

Awakening room

Daniele Bacci, Valeria Vaccaro

1.11.18 / 4.11.18 – The Others Art Fair Torino (Specific project)

Awakening room è un progetto curatoriale site-specific sviluppato da Zeit Gallery con la cura di Beatrice Audrito, pensato appositamente per la Sala Risveglio dell’Ex-Ospedale Maria Adelaide di Torino, la stanza dove venivano portati i pazienti al termine degli interventi chirurgici, in attesa del risveglio e dunque della ripresa naturale delle loro attività motorie e psico-sensoriali. Un luogo affascinante che rappresenta per il paziente – spesso delirante o in stati di coscienza ancora alterati dai sedativi- una sorta di soglia fisica e psichica da attraversare per tornare alla vita, riappropriandosi del proprio stato di coscienza. Il progetto, costruito con la partecipazione dell’artista lucchese Daniele Bacci e della scultrice torinese Valeria Vaccaro, vuole raccontare la forte identità di questo luogo ponendo l’accento sull’esperienza, quasi mistica, di ritorno alla vita, vissuta dai pazienti in questo momento di transizione e sulla percezione del tempo che, in questa sorta di soglia magica priva di riferimenti, appare loro dilatato e non misurabile. E’ proprio questo momento di transizione, quale passaggio da uno stato di incoscienza ad un rinnovato stato di coscienza, a suggerire la possibilità di porre in dialogo con lo spazio le opere degli artisti.
Awakening room invita il fruitore a vivere questa esperienza sensoriale, a muoversi liberamente dentro questa soglia fisica e metaforica come in uno spartiacque, per sondarne le infinite possibilità sensoriali e concettuali.
A cura di Beatrice Audrito.

Awakening room is a site-specific curatorial project developed by Zeit Gallery with the care of Beatrice Audrito, conceived specifically for the Awakening Room of the ex-Hospital Maria Adelaide of Turin, the room where patients were taken at the end of surgery, in awaiting awakening and therefore the natural recovery of their motor and psycho-sensory activities. A fascinating place that represents for the patient – often delirious or in states of consciousness still altered by sedatives – a sort of physical and psychic threshold to be crossed to return to life, reappropriating the state of consciousness. The project, built with the participation of the artist Daniele Bacci and the sculptor Valeria Vaccaro from Turin, aims to recount the strong identity of this place, placing the accent on the almost mystical experience of returning to life, experienced by patients at this time of transition and on the perception of time which, in this sort of magic threshold devoid of references, appears to them dilated and not measurable. Precisely this moment of transition, from a state of unconsciousness to a renewed one of consciousness, suggests the possibility of putting the works artists in dialogue with space.
Awakening room invites the user to experience this sensorial experience, to move
freely within this physical and metaphorical threshold as in a watershed, for
to explore the infinite sensorial and conceptual possibilities.
Curated by Beatrice Audrito.

TalkingHeads

David Paolinetti, Pierpaolo Miccolis, Francesco Paolicchi

18.8.18 / 7.9.18

«… I segni del viso più rivelatori sono quelli intorno agli occhi e alla fronte […] è tutto l’uomo che sta nella faccia, perché essa è la regia della ragione. Poi viene il petto che è il seggio del cuore, quindi le gambe e i piedi, e infine il ventre». (Giovanni Battista Della Porta, De humana physiognomonia, 1586)
Una selezione di opere recenti di David Paolinetti, Pierpaolo Miccolis e Francesco Paolicchi, presentate secondo un disegno espositivo che mira a sovvertire quel determinismo fisiognomico che è frutto di pregiudizio estetico e culturale.
TalkingHeads è specchio della società contemporanea in cui i lineamenti e le proporzioni dei volti ritratti svelano ragioni e pensieri dell’uomo… è lo spazio di molteplici dialoghi possibili, più veri e leali della realtà che ci circonda.
A cura di Jurji Filieri.

«… The most revealing signs of the face are those around the eyes and the forehead […] the entire man is in the face, because it is the direction of reason. Then comes the chest, which is the place of the heart, then the legs and feet, and finally the belly. ” (Giovanni Battista Della Porta, De humana physiognomonia, 1586)
A selection of recent works by David Paolinetti, Pierpaolo Miccolis and Francesco Paolicchi, presented according to an exhibition design that aims to subvert that physiognomic determinism which is the result of aesthetic and cultural prejudice.
TalkingHeads is a mirror of contemporary society wherein the features and proportions of the faces portray reveal human reasons and thoughts… it is the space of many possible dialogues, true and loyal more than the surrounding reality.
Curated by Jurji Filieri.

Equilibrium

Giorgia Zanuso

1.8.18 / 17.8.18

Emozioni e razionalità non sono così separabili e distinte; il loro rapporto è complesso e articolato ed è diventato un campo di ricerca affascinante.
L’esperienza artistica ed estetica di Giorgia Zanuso rispecchia la complessa miscela in cui convivono due menti: una che pensa e una che sente.
Nasce Equilibrium, mostra personale, sintesi armonica.
A cura di Ottavia Pertici.

Emotions and rationality are not so separable and different; their relationship is complex and articulate and has become a fascinating field of research.
Giorgia Zanuso’s artistic and aesthetic experience reflects the complex mixture wherein two minds coexist: one is thinking while the other is feeling.
Equilibrium is born, a personal exhibition, harmonious synthesis.
Curated by Ottavia Pertici.

Rust never sleeps

Luca Freschi

7.7.18 / 29.7.18

Una serie di nuovi lavori dell’artista, che torna a Pietrasanta con opere di grandi dimensioni e soggetti site-specific realizzati per la galleria.
“La ruggine non dorme mai” e in questa mostra divora tutto quanto appartiene all’immaginario dell’artista (che poi è anche il nostro) fino a ricoprire tutto: pavimenti, piante, animali, rifiuti e tracce di un tempo inarrestabile e continuo.

A series of new works by the artist, who come back in Pietrasanta with large works and site-specific subjects, created for the gallery.
“Rust never sleeps” and in this exhibition it devours everything that belongs to the artist’s immagination (which is also ours) up to cover all the objects: floors, plants, animal rests, waste and traces of an unstoppable and continuous time.

Paterna Sanguine

Pierpaolo Miccolis

9.6.18 / 5.7.18

I lavori più recenti dell’artista, presentati attraverso un progetto espositivo che seleziona e raccoglie soggetti del mondo animale in un personale bestiario celebrativo.
Con Paterna Sanguine l’autore riscatta alcuni degli esemplari più stupefacenti della fauna sacrificale, dalla condizione di subalternità all’uomo, qui fisicamente assente ma responsabile dei mali storicamente inflitti per ragioni di culto, religione, credenza popolare.

Recent works by the artist, presented through an exhibition program, which picks up animal subjects in a personal celebrative bestiary.
With Paterna Sanguine the author redeems some of the most amazing specimens of the sacrificial fauna, from the condition of subalternity to man, here physically absent but responsible for the ills historically inflicted for reasons of worship, religion, popular belief.

Blur

Giuseppe Restano

25.4.18 / 7.6.18

Una selezionata serie di opere dell’artista, in un percorso che ripercorre alcune tappe salienti della sua lunga carriera espositiva.
Le tele di Restano vibrano di una linea vitale che percorre le cose e le creature, ben rappresentata nella serie NATURE, ricerca iniziata nel 2005 e mai interrotta, dove i colori stesi sulle tele riverberano di una luce forte ed estraniante che riportano l’osservatore in una dimensione altra. In questa mostra sono esposti “Ventagli Verdi”, “Pale”, “ Fiori Bruciati dal sole” e i Flamingos.

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